GRUPPO TEATRALE TARANTÂS

 

di e con:   Giulia Rossi, Nicoletta Grolla Cegalin e Paolo Piludu
scenografie: Giulia Rossi, Carlo Zanin 
messa in scena: Maril van den Broek
produzione: Circo in Valigia

costumi: Giulia Rossi
costruzione pupazzi: Giulia Rossi

SABATO 4 MARZO ore 17,30

Teatro Comunale Ospedaletto

 

"C’est Magnifique" è un spettacolo comico con acrobazie aeree, abilità musicali, pupazzi di gommapiuma e giocolerie emotive.

È uno spettacolo di Clown, o meglio, con tre Clown che danno i numeri…

…e a proposito di numeri: una sega musicale, un organetto diatonico, un cerchio aereo, sei palline rimbalzine, un paio di scarpe da tip-tap, un ukulele, una tela aerea di cinque metri, quattro pupazzi, due cucchiai da minestra, cinque cappelli da manipolazione, tre sedie e tre valigie di pelle… tutto in 60 minuti! Tutto in un continuo folle gioco e cambi di scena.

È uno spettacolo Noir, dinamico ed esilarante.

Tecniche di Circo, musiche dal vivo, giocolerie, sapientemente miscelate dalla regia di Maril Van Den Broek ( Cie du Pas’Sage - FR -)

 

La storia:

In un’atmosfera vagamente cupa e surreale, conosciamo Gregorio, il primo ad entrare in scena.

La sua gobba ed il suo enorme cappotto parlano per lui, sembra che nulla gli vada per il verso giusto… lo vediamo irascibile, ribelle, buffo e molto arrabbiato con i pappagalli della Signora Ida (pupazzi di gommapiuma).

Ida è il capo indiscusso dello strano Circo in cui ci troviamo, domina Gregorio anche con il più piccolo cenno. L’unica che si senta realmente a suo agio in scena… il loro è un equilibrio da gatto e topo, ma pur sempre un equilibrio, che viene spezzato dall’arrivo della nuova artista, Miss Molly, un’ acrobata.

Ma lei chi è? E cosa sa fare? E per chi tifa adesso Gregorio?

Inizia il tutti contro tutti! Non si risparmiano bende, cerotti e tirate per le orecchie, tutto sembra andare alla deriva… ma così è la vita: C’est Magnifique!

Spettacolo adatto da 0 a 99 anni.

 

 

Locandina

 

di e con Roberto Capaldo e Walter Maconi | tele dipinte Biro | consulenza coreografica Enrica Fazi | luci e realizzazioni scene Iro Suraci | collaborazione tecnica Gabriele Manzitto

 produzione Residenza Idra in collaborazione con Associazione Rebelot 

Età: Lo spettacolo è indirizzato ai bambini dai 6 anni in poi e, tenendo conto della “lezione” data dai migliori film di animazione degli ultimi anni, agli adulti che li accompagnano.

 

Note di drammaturgia

Nella fiaba di Charles Perrault, il bambino piccolo come un pollice, sconfiggendo il “simbolico” nemico, affrontava in realtà le proprie paure e ne usciva arricchito. Era cresciuto. L’orco non poteva più albergare nell’animo “emancipato” di Pollicino ed era costretto a riadattarsi altrove, a cambiare, a crescere anch’egli a suo modo. E’ per questo che abbiamo immaginato che in un ipotetico “dopo” entrambe fossero diventati uomini, capaci cioè di provare tutta la gamma di sentimenti umani, come un bambino sa fare ma a cui ancora non sa dare un nome. Quando Pollicino e l’Orco si rivedono, vivono un vero e proprio caleidoscopio di emozioni. L’idea legata al passato che ognuno ha dell’altro si scontra con la sorpresa di scoprirsi trasformati, ma si accompagna anche al timore che il cambiamento non sia autentico.

Durante l’intera messinscena i bambini sono portati a identificarsi nelle convinzioni e nelle paure di Pollicino, in quanto eroe positivo e a diffidare dell’Orco, cattivo e mangia uomini per antonomasia. Certo il tentativo di cambiamento dell’orco è goffo, sicuramente ambiguo nelle modalità, oggettivamente difficoltoso se considerato il punto di partenza. Però egli dice la verità sin dall’inizio, il suo è un cambiamento sincero. Di fatto tanto basta, sommato alla diffidenza di Pollicino, per non credergli. Sarà solo lo svelamento finale a sciogliere ogni dubbio e a far capire ad entrambe che forse, d’ora in poi, potrebbero fidarsi l’uno dell’altro.

 

 

 

 

locandina

di e con Consuelo Conterno e Claudio Giri
regia Giorgio Boccassi, Consuelo Conterno, Claudio Giri

Roclò è un vecchio termine piemontese; sono le cose inutili e ingombranti, ormai vecchie e destinate alla spazzatura.
Sono roclò gli oggetti che i due protagonisti trovano ammucchiati disordinatamente sulla scena ma che porteranno gli spettatori verso luoghi incantati, perché anche l'oggetto più umile, un flacone di detersivo, una scopa, un ombrello ha in sé la capacità di raccontare storie piene di meraviglia.

Ronnie e Camilla, figure clownesche il cui compito “ufficiale” è quello di sgomberare il teatro dall'immondizia, attraversano con gli occhi del clown le storie di tutti gli oggetti che incontrano, trasformandoli e utilizzandoli come curiosi insoliti strumenti per eseguire brani musicali, giocolerie, numeri di destrezza e altre divertenti diavolerie.

Così, da un’apparente confusione e da un susseguirsi di divagazioni, la musica, il racconto, la fantasia, l’arte del gioco e della giocoleria restituiranno ad ognuno degli oggetti rifiutati la dignità e la ragion d’essere, l’anima che gli permette di prolungare la propria vita prematuramente abbattuta dalla sindrome del consumismo, l’agente patogeno responsabile di inquinamenti ambientali e mentali.

E sul finire non ci sarà più il caos ma ritroveremo tutto quanto ben ordinato a far parte di un museo della fantasia, in un salottino in cui gli oggetti “buttati via”, saranno ordinati in bella mostra sugli scaffali e dove i bambini saranno perfettamente a loro agio avendo conosciuto, attraverso il teatro, le loro storie.

L’approdo finale della storia è la necessità di una riduzione dei consumi inutili: gli oggetti riscattati grazie al contributo creativo di Ronnie e Camilla vivranno una nuova vita, diventando così “gli attori e le attrici del grande circo degli oggetti abbandonati, che girerà il mondo per raccontare un’altra storia, la storia di un futuro senza sprechi”.

Eta consigliata: 5 – 13 anni

Durata: 60 minuti

TESTI: Giorgio Boccassi, Consuelo Conterno, Claudio Giri
MUSICHE: Claudio Giri, Autori popolari
TECNICHE USATE: narrazione, giocoleria con oggetti, musica con strumenti classici e oggetti, clownerie

 

A causa di un infortunio occorso al protagonista dello spettacolo originariamente previsto in rassegna, l'appuntamento del 28 gennaio è stato sostituito con PIRATESSE, un lavoro proposto dal TEATRO DELLE QUISQUILIE di Trento che è già stato più volte ospite gradito della nostra stagione dedicata a bambini e ragazzi

 

locandina

 

con Laura Mirone e Federica Chiusole

luci e scene Andrea Coppi

costumi Chiara Lazzeri

pupazzo Nadezhda Simeonova

drammaturgia, canzoni e regia Massimo Lazzeri 

 

Si parla spesso di pirati, uomini rozzi e sgarbati, con uncini, bende nere e gambe di legno, ma… Le piratesse?!? Saranno mai esistite? Ebbene sì! Arabella Drummond, detta “il Terrore dei mari”, e Anne Bonney furono due piratesse molto conosciute. Queste indomabili furie degli oceani erano capaci di ammutolire con una sola occhiata interi equipaggi di rudi lupi di mare. Erano particolarmente spietate con quei pirati poco attenti alle buone maniere, che dimenticavano di dire “grazie” o di chiedere “per favore”.

Da qui abbiamo preso spunto per creare la storia di due amiche, Arabella e Anna, che, giocando in soffitta, trovano una mappa del tesoro e, un po’ per magia e un po’ per fantasia, si ritrovano in mezzo al mare, su una nave che le porterà dritte sull’isola indicata dalla mappa. Dovranno però stare attente ai pericoli dell’isola, come piante strane e fiori dai poteri imprevedibili. Ma soprattutto dovranno vedersela con la più temibile piratessa di tutti i tempi, “Marina La Furia” (detta anche “La Furia Marina”!), che da trent’anni vive lì, sola, alla ricerca del tesoro.

Riusciranno questi due “pirati in gonnella” a issare le vele, gettare l’ancora, dare fuoco alla miccia del cannone, a scovare il tesoro e arricchirsi… alle spalle dei colleghi uomini?

Quello che è certo è che, alla fine della loro avventura, si renderanno conto che i tesori, quelli veri, non sono fatti né di oro né di argento, ma… ti vogliono bene, si possono abbracciare, e si devono custodire e coltivare nel tempo.

 

Età consigliata: dai 4 anni

Tecniche utilizzate: teatro d'attore, teatro di figura (pupazzi), canzoni originali cantate dal vivo

Durata: 1 ora circa

 

 

 

 

 

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